Dopo l’editoria digitale, arriva quella virtuale. I giornali non si leggeranno solo su smartphone, tablet, Apple Watch e persino le chat ma si potranno «sfogliare» col movimento degli occhi grazie ai visori per la realtà virtuale. A fare un balzo nel futuro lo storico settimanale statunitense «New Yorker», nato nel 1925, e famoso per i suoi articoli di approfondimento di cultura e politica. Ha sviluppato un’app per leggere la rivista sfruttando la realtà virtuale. In pratica si indossano dei visori simili a quelli usati nei videogiochi e si sfoglia il magazine con gli occhi, avendo la sensazione di averlo tra le mani. I risultati dell’esperimento editoriale sono mostrati in un video diffuso dalla rivista.

I visori usati sono i Samsung Gear VR che saranno in vendita a novembre a poco meno di 100 dollari. In passato l’azienda sudcoreana ha già firmato accordi con altri media come Netflix, TiVo e Twitch e vari produttori di titoli di videogame. «Perché leggere la rivista solo con le mani quando potete leggerla con tutta la testa?», spiega Bradley Tucket, sviluppatore di tecnologia virtuale. «Al New Yorker abbiamo sempre abbracciato le novità tecnologiche, i risultati di questo esperimento sono spettacolari», aggiunge Bryce Gimmer, responsabile delle innovazioni tecnologiche del magazine. Al momento, essendo un test, non si sa se l’app del New Yorker sarà compatibile con i visori di altre aziende tecnologiche, andando così a moltiplicare le possibilità per i media di spalmare le notizie su più piattaforme e acchiappare sempre più lettori. Sforzi di riconversione che l’editoria sta compiendo da tempo. All’inizio erano i siti, poi sono arrivate le app e le notizie si leggono su smartphone, tablet e smartwatch. E si sono aggiunti gli esperimenti di Snapchat, che negli Stati Uniti intervalla ai messaggi le news, e di colossi come Yahoo!, Facebook e Apple che hanno messo in piedi dei veri e propri prodotti editoriali usando non solo algoritmi ma anche redattori in carne e ossa e con esperienza. Il prossimo fronte con cui l’editoria dovrà misurarsi è dunque quello della realtà virtuale. Un settore in grande espansione che ha visto arrivare sul mercato una valanga di dispositivi. Ad aprire le danze sono stati i Google Glass (progetto al momento stoppato), poi sono arrivati i Samsung Gear VR, gli Oculus Rift (i visori comprati da Facebook nel 2014 per 2 miliardi di dollari) mentre Sony ha lanciato Project Morpheus, collegabile alla console PlayStation. Anche Microsoft è della partita con gli HoloLens, un visore che in futuro non troppo lontano ci permetterà di aprire una finestra di Windows o fare una chiamata via Skype o fare un videogioco, fissando un ologramma proiettato sul muro o su un mobile. Secondo gli analisti di Digi-Capital realtà aumentata e realtà virtuale decolleranno davvero entro il 2020: per quella data il mercato potrà raggiungere un valore pari a 150 miliardi di dollari.

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